curiosità stroriche padovane  1°

JACOMO TINTORETTO

Anteprima storica

La famiglia Comin  originaria della provincia di Brescia arriva a Padova nel 1509 con due suoi figli, Antonio  e Battista ; quest’ultimo padre di Jacomo. Erano venuti a Padova  per difendere la Repubblica di Venezia dalla Lega di Cambrai (l’imperatore Massimiliano D’Asburgo,Luigi XII di Francia ,la Spagna,il Papato, i Gonzaga-tanto quelli andavano in guerra dove li pagavano e comunque dalla parte del vincitore-,i Savoia ,Firenze e l’Ungheria); Venezia il 12 maggio con la sconfitta di Agnadello aveva perso tutte le città della terraferma, anche Padova.

Se ci fu un momento nel quale la sorte della Serenissima sembrò segnata fu proprio nel 1509; nel grande pericolo la Repubblica trovò la forza di reagire e nel luglio (il 17 giorno di S. Marina) riconquistò Padova. A questo punto arrivò il bello perché Massimiliano  cinse d’assedio la città  e negli scontri durissimi alla Coda Longa ,dove si trovava il bastione “La Gatta” si distinsero i due fratelli Comin tanto da meritarsi il (sopra)nome  di “Robusti”.

Dopo un paio di mesi Massimiliano visto che non c’era verso di espugnare anche con i cannoni  Padova, fece i bagagli e si ritirò per tornare in Germania e la Lega di Cambrai si sfaldò, anche perché la diplomazia della Repubblica ,particolarmente abile, riuscì a dividere i “leghisti”e a prezzo di concessioni anche dolorose riuscì  a salvare lo Stato.

Battista Robusti si trasferisce a Venezia a “trattare” la lana, poi la seta e finì gestore di una tintoria, cioè nella tinteggiatura dei tessuti, attività importante nell’economia del tempo,non certo una lavasecco dei tempi nostri; i commercianti affidavano la lana ai tintori con regolari contratti e lo facevano riponendo assoluta fiducia nelle capacità di resa dei colori nelle “pezze” affidate. Qui può finire l’anteprima: Battista Comin è diventato Robusti, Robusti è conosciuto come Tintoretto ed il figlio Jacomo Tintoretto.

Jacomo Tintoretto deve il proprio nome alla città e i propri colori alla consuetudine con il  mestiere padre  ed  alla storia pittorica secolare di Venezia.

 

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